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Lo Scoglio: Casa di Fede, Speranza e Testimonianza

Data di pubblicazione 13/05/2026


Il Signore fa cose grandi, non necessariamente eclatanti agli occhi degli uomini, grandi perché trasformate dalla sua grazia e capaci di infondere pace. Capaci di ridare speranza, di riportare sul retto cammino. Il Signore ha fatto cose meravigliose qui allo Scoglio in questi 58 anni. Siamo qui come ogni anno per dire grazie a Dio e continuare a rinnovare la nostra fede in Lui, davanti allo sguardo di Maria, madre di Dio e madre nostra.
Lo Scoglio è un luogo di grazia che Dio ha voluto santificare con la vicinanza di Maria. Lo è stato di fatto per lungo tempo e lo è soprattutto oggi dopo il nulla osta della Santa sede, che con decreto del 5 luglio 2024, sigillato dalla firma di papa Francesco, ha dato la sua approvazione ed ha riconosciuto il valore spirituale dell’esperienza mariana vissuta qui allo Scoglio da Fratel Cosimo. A Fratel Cosimo abbiamo il dovere di esprimere la nostra gratitudine per quanto ha saputo fare, lasciandosi pervadere dalla grazia dello Spirito Santo, accogliendo sin da giovane la speciale missione che Dio gli ha affidato. Laddove c’è povertà e umiltà, laddove il silenzio regge al chiasso ed ai rumori dei nostri tempi, Dio si manifesta.
Fratel Cosimo continua nella sua missione, nonostante la fragilità fisica, continua a rendere testimonianza con la sua fede mariana. È la testimonianza di chi da umile servo del Signore si lascia modellare dal Signore. Ha accolto con fede il messaggio di Maria:
Non aver paura, vengo dal Paradiso, io sono la Vergine Immacolata, la Madre del figlio di Dio; sono venuta a chiederti di costruire qui una cappella in mio onore. Io ho scelto questo luogo, qui voglio stabilire la mia dimora e desidero che da ogni paese si venga qui a pregare”.
Questa missione alla quale fratel Cosimo ha consacrato la sua vita c’invita a dar valore alle realtà del cielo. In un tempo in cui con estrema facilità ma anche con leggerezza ci si chiude alle realtà del cielo. Viviamo in un mondo che con troppa facilità si chiude alle realtà del cielo, considera la fede cristiana fuori dai suoi interessi, “una cosa assurda, per persone deboli e poco intelligenti; un mondo in cui ad essa si preferiscono altre sicurezze, come la tecnologia, il denaro, il successo, il potere, il piacere”.
In questo mondo “non è facile testimoniare e annunciare il Vangelo e dove chi crede è deriso, osteggiato, disprezzato, o al massimo sopportato e compatito”.
E’ il contesto in cui Maria ci consegna attraverso Fratel Cosimo una speranza nuova:
“Se gli uomini si convertiranno, si pentiranno dei loro peccati, si confesseranno, si avvicineranno a Dio e lo ameranno con tutto il cuore, Dio si avvicinerà a loro e li accoglierà nella sua casa….”
“Ecco il mio rosario, esso sia la tua preghiera quotidiana, offrilo al mio cuore immacolato per la conversione del mondo, il trionfo del regno di Dio, la pace delle nazioni e la salvezza dell’umanità.
La preghiera degli umili, il santo Rosario, torna ad essere attuale per invocare la pace in un tempo che sembra non credere più in essa preferendo affidarsi alla logica della violenza e della guerra, alla logica del più forte.
Dallo Scoglio ci viene l’invito ad aver fede in Dio. Anche quando le prove e le difficoltà rendono più difficile il cammino. È l’invito a condividere il sogno di Fratel Cosimo: quello dell’edificazione di un santuario, che tiene desta la consapevolezza che Dio abita tra gli uomini. Il progetto c’è e tutti noi possiamo partecipare a questa grande opera.
L’obiettivo ultimo è aiutarci a credere in un Dio che si fa vicino, ci ama, ama tutti nonostante tutto. Ci ama non per i nostri meriti ma per la sua infinita misericordia. Egli non viene meno alle sue promesse.
Attraverso le Parole di Gesù che abbiamo appena ascoltato ci promette la venuta del Paraclito:
“Quando verrà il Paraclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio”.
Gesù promette il Paraclito, lo Spirito della verità, che procede dal Padre. C’invita ad accogliere il dono dello Spirito Santo come guida e consolatore. Gesù non nasconde le difficoltà che i suoi seguaci dovranno affrontare: persecuzioni, rifiuto, incomprensioni. Ma invita a non temere, perché lo Spirito sarà con loro, li sosterrà, li aiuterà a discernere la verità.
Lo Spirito Santo sin dagli inizi ha operato nella chiesa e continua ad operare in essa, in tutti gli uomini e le donne che operano il bene e non si lasciano condizionare dalle seduzioni del male. Lo Spirito Santo ha guidato gli apostoli nella missione di annuncio del Vangelo.
Ce lo ricordano gli Atti degli Apostoli raccontando la storia di una donna di nome Lidia, una commerciante di porpora, originaria di Tiatira (nell’attuale Turchia), che viveva a Filippi in Macedonia regione della Grecia. Dopo aver ascoltato Paolo, lei e la sua famiglia furono battezzati, diventando i primi cristiani in Europa e offrendo ospitalità ai missionari.
Il Cristianesimo non ha avuto inizio in Europa, dobbiamo ricordarlo. Come il messaggio del Vangelo sia giunto sul nostro continente, ce lo racconta il libro degli Atti.
In un’apparizione notturna Paolo viene “chiamato” in Macedonia. Insieme ai suoi compagni si mette in cammino ed arriva a Filippi, la città più importante di quella regione. Le prime persone che incontra sono delle donne, il sabato, fuori dalla porta della città, lungo un fiume, dove pensavano ci fosse un luogo di preghiera.
Tra queste donne c’è Lidia, una commerciante, che temeva Dio. La donna ascolta la predicazione, ne rimane colpita e si fa battezzare insieme a tutta la sua famiglia. Il cristianesimo in Europa inizia così, con la conversione di questa donna non europea. Dopo il battesimo, Lida invita Paolo e i suoi compagni a casa sua: “Se avete giudicato ch’io sia fedele al Signore, venite ad abitare nella mia casa” (At 16, 15).
Pochi versetti degli Atti degli Apostoli tratteggiano il profilo di questa donna che, da pagana, si convertì al cristianesimo dopo aver ascoltato la predicazione di Paolo. Una conversione che affascinò l’intera famiglia, che con lei credette alle parole dell’apostolo.
Chi può impedirci di credere che attraverso la testimonianza di fede di un’umile donna come Lidia, come la stessa Maria, di persone semplici come tanti discepoli, Dio possa manifestarsi e agire in mezzo a noi?
Chi può impedire ai noi e ai tanti fedeli che vengono qui allo Scoglio di rendere testimonianza al Signore con la propria vita fatta di accoglienza, di ospitalità, di prossimità, di credere e di essere apostoli del Signore?
Chi c’impedisce di credere che anche noi come fratel Cosimo possiamo appartenere alla schiera delle creature umili e semplici del Vangelo, che fanno sentire Dio vicino, che donano pace ai cuori affranti, che dispongono alla fede quando la vita si fa dura e tutto attorno sembra un deserto senza vita?
Chi può impedirci di credere che Dio apra sentieri nuovi e doni la fede a gente lontana e non credente?
Chi ci può impedire di credere che questo luogo benedetto sia segno di speranza per tanti pellegrini, casa di preghiera per chi cerca la pace, ancora di salvezza per chi porta nel cuore delusioni e amarezze?
Chi può impedirci di credere che lo Scoglio benedetto sia luogo che apra le sue porte a chiunque desideri incontrare il Signore?
Qui nessuno deve sentirsi estraneo, ciascuno può essere ascoltato nelle sue sofferenze, accompagnato nella preghiera e affidato all’intercessione della Vergine Santa.
Come Lidia aprì la sua casa al Vangelo, Lo Scoglio ha la stessa vocazione di aprire le sue porte a Cristo attraverso i sacramenti, la Parola e la carità fraterna. Per questo possiamo dire che Lo Scoglio è una casa che accoglie, come la casa di Lidia, dove ogni pellegrino può sentirsi atteso, amato e accompagnato nel cammino verso Dio.
Per questo guardiamo alla Vergine Santa dello Scoglio come alla “casa di Dio” e, al tempo stesso, come al modello di ogni credente che, sull’esempio di Lidia, apre il cuore e la propria casa all’annuncio del Vangelo.
Quante volte anche noi, oggi, ci troviamo in contesti dove la fede è messa alla prova. Ed è proprio in questi luoghi, che dobbiamo ricordare le parole di Gesù: non siamo soli. In questi luoghi lo Spirito Santo ci rende capaci di testimoniare la fede con coraggio e umiltà, nonostante le difficoltà.
Chiediamo, allo Spirito di essere testimoni autentici, di darci la forza di non scandalizzarci della croce, delle prove della vita, delle sofferenze, ma di abbracciare tutto con amore e con una grande fede, quella di non essere soli. È quanto la Vergine Maria qui allo Scoglio vuole ricordare a tutti.
Vergine Immacolata, nostra Signora dello Scoglio, prega per noi.


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