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“Nulla è impossibile a Dio”: l’omelia di Mons. Oliva dal Santuario dello Scoglio

Data di pubblicazione 12/05/2026


Maria e lo Spirito Santo questa sera rendono viva e partecipata questa celebrazione. Sono trascorsi circa 58 anni fa da quando qui presso lo Scoglio “benedetto” una carovana di fedeli viene per vivere un momento di grazia. Davanti a Maria illuminati dalla grazia dello Spirito Santo. Lo stesso Spirito che attraverso l’angelo proclamò Maria “piena di grazia”. Maria è piena di Grazia perché posseduta dallo Spirito Santo.
La Parola di Dio di questa VI domenica di Pasqua ci parla dello Spirito e c’invita a rinnovare la nostra professione di fede nello Spirito Santo.
Gli Atti degli Apostoli parlano di Filippo, che, sceso in una città della Samarìa, predicava il Cristo. Le folle prestavano attenzione alle sue parole ed erano ammirati dalle guarigioni che operava su molti ammalati posseduti dallo spirito del male, e su molti paralitici e storpi che venivano guariti. Molti, sentendo parlare Filippo e vedendo i segni che egli compiva, lodavano e glorificavano Dio.
E vi fu grande gioia in quella città”.
La stessa gioia che possiamo anche noi avvertire in questo luogo, ogni volta che incontriamo la grazia del perdono e della guarigione interiore. Spesso qui tanti incontrano anche la guarigione del corpo. Senza saperlo. Senza vederlo. Perché Dio agisce nell’interiore del cuore, nelle profondità delle viscere.
Gli apostoli, che erano a Gerusalemme, quando seppero che la Samarìa aveva accolto la parola di Dio, inviarono Pietro e Giovanni. Questi scesero e pregarono perché ricevessero lo Spirito Santo.
L’autore degli Atti riferisce che lo Spirito Santo “non era ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù”.
Siamo in Samaria, una regione periferica, abitata da pagani. E proprio qui in questo luogo sperduto viene accolta la Parola. Ci sarebbe molto da riflettere: la Parola per la sua efficacia trova accoglienza anche in luoghi aridi.
La Parola è il Cristo che gli Apostoli predicavano. E Cisto entra anche a porte chiuse. Non si lascia incatenare né isolare.
Pietro e Giovanni venuti da Gerusalemme cominciarono ad imporre le mani su quanti erano stati battezzati ed essi ricevevano lo Spirito Santo.
È il miracolo della Pentecoste che si rinnova in quel luogo sperduto della Samaria.
Chi può impedirci di pensare che anche in questo luogo periferico come Santa Domenica di Placanica si sia manifestato lo Spirito? E possa continuare a manifestarsi?
Chi può impedirci di credere che attraverso Maria ed il dono dello Spirito Santo tanti qui abbiano potuto incontrare la grazia della guarigione e del perdono? E possano continuare ad incontrarla?
Chi può impedirci di credere che qui lo Spirito Santo sia all’opera come lo è stato nel grembo della Vergine Maria?
Maria ci mostra di essere stata una donna totalmente pervasa dallo Spirito. Lo Spirito s’è impossessata di Lei e Lei ha concepito il Figlio Gesù, nostro Salvatore. E questo che da duemila anni noi cristiani continuiamo a credere nella professione di fede.
Fu concepito per opera dello Spirito Santo.
Ripetiamo queste parole ogni volta che recitiamo il Credo: «et incarnatus est de Spiritu Sancto, ex Maria Virgine», «per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria».
A questa frase dovremmo sempre inchinarci, inginocchiarci in segno di adorazione. Sono le parole che ci ricordano che il velo che nascondeva Dio, viene, per così dire, aperto e il suo mistero insondabile e inaccessibile ci tocca: Dio diventa l’Emmanuele, “Dio con noi”, ci dà la possibilità di vederlo, di incontrarlo. Senza la sua incarnazione non sarebbe possibile incontrarlo, entrare in relazione con Lui, parlargli, toccarlo, ascoltarlo, sentirlo vicino.
«per opera dello Spirito Santo nato nel seno della Vergine Maria».
Ecco la grandezza di Maria! Con parole semplici, possiamo dire che attraverso Maria il Verbo di Dio s’è fatto carne. Senza di lei l’ingresso di Dio nella storia dell’umanità non sarebbe giunto al suo fine e non avrebbe avuto luogo quello che è centrale nella nostra Professione di fede: Dio è un Dio con noi, s’è fatto carne come noi, ha assunto la nostra umanità.
Chi può impedirci di credere che attraverso Maria sia stata resa possibile l’incarnazione del Figlio di Dio?
Maria appartiene in modo irrinunciabile alla fede nel Dio che agisce, che entra nella storia. Ella mette a disposizione tutta la sua persona, «accetta» di diventare luogo dell’abitazione di Dio. Dio ha scelto proprio quest’umile donna, in uno sconosciuto villaggio, in una delle provincie più lontane del grande impero romano, per rendersi vicina ad ogni uomo.
Chi può impedirci di credere che Maria possa rendersi vicina a noi in questo luogo per ricordarci che Dio s’è fatto uomo, s’è incarnato anche per noi, che vuole essere presente anche nella nostra realtà umana, nel nostro territorio?
Chi può impedirci credere che attraverso la fede di un’umile creatura come Maria Dio possa manifestarsi e agire in mezzo a noi?
Chi può impedire alle migliaia e migliaia di fedeli che da poco meno di sessanta anni continuano a venire qui allo Scoglio a pregare?
Chi può impedire di pensare che tanta gente sia la chiesa popolo di Dio che si raccoglie come a Pentecoste a pregare e ad accogliere il dono dello Spirito Santo?
Chi c’impedisce di credere anche fratel Cosimo appartiene al mondo delle creature umili e povere, che ci fa sentire Dio vicino, che dona pace ai cuori affranti, che ci apre la strada ad accogliere Dio quando la sofferenza si fa pesante e quando sembra che tutto attorno sia un deserto senza vita?
Chi può impedirci di credere che Dio apra sentieri nuovi e doni la fede a gente lontana e non credente?
Se qui è accaduto, come di fatto è accaduto, che tanti hanno incontrato il Signore e si sono convertiti a Lui grazie allo sguardo di Maria e alla fede, qui ha operato il “dito di Dio”. Quel dito che crea e rinnova ogni cosa, che dà vita e santifica. Quel dito che sempre, anche in mezzo alle difficoltà più ardue da affrontare, ridona la pace e fa recuperare la fiducia in Dio, rinnova la fede nella sua presenza e azione nella nostra storia.
Chi c’impedisce di credere come facciamo nel Credo affermando che «per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria»?
Che lo Spirito Santo, come forza del Dio Altissimo, ha operato in modo misterioso nella Vergine Maria il concepimento del Figlio di Dio?
Chi c’impedisce di credere che ancora oggi il Figlio di Dio, per opera dello Spirito Santo, continua ad incarnarsi e rendersi presente in territori periferici come il nostro?
Qui Maria ci mostra il Figlio suo Gesù e ci dice: fate quello che Lui vi chiede! È Lui che dovete seguire! Ce lo chiede anche quando (e soprattutto quando) veniamo allo Scoglio portando dentro di noi tante sofferenze, tanti fallimenti, tanti tradimenti, tante delusioni. Portiamo nel cuore la sofferenza di una persona cara che sta per emettere l’ultimo respiro, per la quale invochiamo la guarigione. O ci portiamo dentro la paura che il mondo possa essere distrutto dalla guerra da un momento all’altro ed invochiamo la pace per questo mondo.
Chi c’impedisce di credere che la Vergine Maria venga qui allo Scoglio e ci porta il bell’annuncio che Dio è con noi? Un annuncio che risuona sempre nuovo e che porta in sé speranza e gioia, ci dona ogni volta la certezza che, anche se spesso ci sentiamo deboli, poveri, incapaci davanti alle difficoltà e al male del mondo, la potenza di Dio agisce sempre e opera meraviglie proprio nella debolezza. La sua grazia è la nostra forza (cfr 2 Cor 12,9-10).
Chi c’impedisce di credere nelle parole che Gesù ha detto ai suoi discepoli: “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che egli rimane presso di voi e sarà in voi”?
E soprattutto chi c’impedisce di credere nelle parole di Gesù che ci dice: “Non vi lascerò orfani: verrò da voi... Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui”?
Carissimi fratelli e sorelle,
nel fare memoria della presenza materna della Vergine Maria qui allo Scoglio, i nostri cuori si elevano in rendimento di grazie al Signore per i tanti doni di fede, conversione e consolazione che attraverso Maria Santissima, qui continuano a raggiungere il popolo di Dio.
Chi c’impedisce di ringraziare il Signore per il bene che compie attraverso umili servi, come fratel Cosimo, che ci fanno sentire che Dio è vicino e ci vuole bene?
Come possiamo negare che questo luogo benedetto sia stato negli anni segno di speranza per tanti pellegrini, casa di preghiera per chi cercava la pace del cuore, rifugio spirituale per chi portava nel cuore sofferenze e attese!
Davanti allo sguardo dolce della Vergine Maria dello Scoglio possiamo imparare ancora una volta ad affidarci totalmente a Cristo, suo Figlio, unico Salvatore del mondo.
In questa memoria liturgica, affidiamo alla Madonna dello Scoglio le famiglie, i giovani, gli ammalati, i sacerdoti e quanti giungono in questo santuario portando nel cuore speranze e lacrime.
Chi ci impedisce di credere che nulla è impossibile a Dio! Che grazie alla sua vicinanza la nostra esistenza cammina sempre su un terreno sicuro ed è aperta ad un futuro di ferma speranza.
Fratelli e sorelle,
riprendiamo ancora una volta il nostro cammino con questa confortante certezza: “Nulla è impossibile a Dio”. E se noi crediamo questo, faremo miracoli grazie a Dio.
Anche a noi, comunità credente, Chiesa che cammina nel tempo e nella storia, di fronte a tanti problemi chi ci assillano che sembrano superiori alle nostre forze, viene spontaneo dire: “Come è possibile questo?”.
Come è possibile annunciare Gesù Cristo e la sua salvezza a un mondo che sembra credere solo a quello che vede e che ricerca solo il benessere materiale?
Come è possibile continuare a credere in questo mondo che fa difficoltà a guardare in alto?
Ognuno di noi si trova, nella vita, in situazioni superiori alle proprie forze e si domanda: “Come posso affrontare questa situazione?”
In questi casi, ripetiamo a noi stessi quello che l’angelo disse alla Vergine: «Nulla è impossibile a Dio» (Lc 1,37).
La Vergine Santa sostenga il cammino della Chiesa e ottenga per tutti il dono della pace.
Vergine Immacolata nostra Signora dello Scoglio, prega per noi.


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